Glossario
Glucosio: zucchero semplice ottenuto dalla scissione per idrolisi dei carboidrati assunti attraverso il cibo; la risorsa che il corpo ha per ottenere energia velocemente dopo un pasto.
Glicemia:
concentrazione di glucosio nel sangue. E' il valore principale che un paziente diabetico deve controllare. Mantenere valori normali di glicemia è il fine dell'autocontrollo glicemico che deve essere messo in atto dal paziente diabetico, nonché la maniera migliore per evitare le complicanze.
Fegato:
voluminosa ghiandola che gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo svolgendo una serie di processi tra cui l'immagazzinamento del glicogeno, la sintesi delle proteine del plasma e la purificazione del sangue. Inoltre produce la bile, importante nei processi della digestione.
Glicogeno:
forma in cui il glucosio viene immagazzinato nel fegato e nei muscoli. Il glicogeno è la principale riserva di energia immediatamente disponibile dell'organismo.
Pancreas:
grossa ghiandola posta trasversalmente dietro lo stomaco. Produce una secrezione esterna contenente numerosi enzimi digestivi e due secrezioni interne: l'insulina e il glucagone, rispettivamente secrete dalle cellule beta e alfa delle isole di Langerhans.
Insulina:
ormone secreto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas ad una media di 0,6 U/Kg/24h. Informa il fegato di bloccare la produzione di glucosio e, raggiungendo tramite il sangue i tessuti periferici, aiuta il glucosio a penetrare nelle cellule, dove viene poi trasformato in energia.
Glucagone:
ormone secreto dalle cellule alfa delle isole di Langerhans del pancreas. Avverte il fegato che deve liberare glucosio nel sangue. Si usa il glucagone artificiale per combattere le crisi più gravi di ipoglicemia.
Diabete mellito:
è il termine medico per diabete: ha una origine antica, 'mellitus' significa dolce e deriva dal fatto che le urine dei pazienti diabetici avevano un sapore dolce in quanto il glucosio, data l'eccessiva concentrazione nel sangue, passava nelle urine.
Iperglicemia:
aumento eccessivo degli zuccheri nel sangue. A lungo andare, se non opportunamente corretta tramite cure appropriate, può portare a danni irreparabili ad alcuni organi come l'occhio, gli arti (circolazione), i reni.
Glicosuria:
presenza di glucosio nelle urine. E' un segnale di scompenso; in condizioni normali infatti il glucosio non dovrebbe essere presente nelle urine; 'tracima' dal sangue alle urine solo se nel sangue ha raggiunto un valore (180 mg/ dl) detto soglia renale.
Complicazioni :
Si dividono in acute e croniche
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c. acute: Ipoglicemia, cioè diminuzione della concentrazione di glucosio nel sangue, al di sotto di valori “normali” (80 mg/dL). Esistono tre livelli di ipoglicemia: lieve (80-50 mg/dL), moderata (50-40 mg/dL) e grave (< 40 mg/dL). Chetoacidosi, cioè un aumento della concentrazione dei corpi chetonici (elementi chimici di scarto che il corpo produce quando le cellule bruciano grassi invece di zuccheri) in tutti i liquidi dell’organismo. Essendo metaboliti acidi, alterano il pH fisiologico con conseguenze che arrivano al coma e alla morte Coma iperosmolare, cioè uno stato di estrema confusione o di sopore che corrisponde a una forte perdita di liquidi ed è causato dalla mancanza di insulina e dalla presenza di alti livelli di glucosio nel sangue, ma caratterizzato dalla assenza di chetoacidosi. Più che da un cattivo controllo del glucosio nel sangue, il coma iperosmolare deriva da una profonda disidratazione in soggetti, in genere anziani, affetti da diabete di tipo 2.
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c. croniche: insieme delle patologie, che un diabetico rischia di sviluppare, dovute al permanere per lunghi periodi di iperglicemia nel sangue e che possono colpire diversi organi: gli occhi (retinopatia), i reni (nefropatia), ai nervi (neuropatia) e all'apparato circolatorio. In alcuni casi si tratta di malattie tipiche del diabete, in altri di malattie o condizioni alle quali sono soggetti anche i non diabetici (es. problemi cardiovascolari, obesità). Gli studi più recenti confermano che il rischio di complicanze si riduce fortemente mantenendo stabili i valori di glucosio nel sangue.
Diabete tipo 1:
condizione cronica in cui il pancreas produce poca o non produce affatto insulina in quanto le cellule Beta del pancreas sono state distrutte tramite un processo immunologico errato (autoimmune). L'organismo non è così in grado di usare il glucosio (zucchero del sangue) per produrre energia. I sintomi del diabete tipo 1 generalmente appaiono purtroppo quando la distruzione delle cellule beta è ormai praticamente conclusa. I sintomi sono: aumento della frequenza e della quantità di urina, diminuizione di peso, fame, sete. Per controllare il diabete con successo, il paziente deve praticare giornalmente diverse iniezioni di insulina, seguire una dieta, e fare il più possibile esercizio fisico. Deve inoltre controllare frequentemente i livelli della glicemia nel sangue. Solitamente l'esordio della malattia avviene durante l'infanzia e raramente dopo i 40 anni. Per questo è conosciuto anche come "diabete giovanile".
Diabete tipo 2
: la forma più comune di diabete mellito; si stima che circa il 90-95% delle persone affette da diabete contraggano quello di tipo 2. A differenza di quello insulino-dipendente, in cui il pancreas non produce insulina, le persone con diabete mellito non-insulino dipendente, sono in grado di produrre insulina. Tuttavia, il loro organismo non ne produce una quantità sufficiente o le loro cellule mostrano una certa resistenza all'azione dell'insulina. Le persone con diabete mellito non-insulino dipendente spesso riescono a controllare la loro condizione semplicemente perdendo peso tramite una dieta adeguata ed esercizio fisico. Se invece questo non basta, devono ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti orali combinati alla dieta e all'esercizio fisico. In alcuni casi si rende anche necessaria la somministrazione di insulina dall'esterno. Generalmente il diabete mellito non-insulino dipendente colpisce individui di età superiore ai 40 anni e viene chiamato "diabete dell'adulto. La maggior parte di essi sono sovrappeso.
OGTT (Test di tolleranza al glucosio orale):
curva da carico orale di glucosio. Permette di accertare la presenza o la predisposizione al diabete. Viene effettuato ambulatoriamente tramite un prelievo di sangue a digiuno e, successivamente, dopo l'assunzione di una soluzione liquida di glucosio, ulteriori prelievi a tempi fissi. Di ogni campione di sangue si calcola la concentrazione dello zucchero (Glicemia). La curva risultante ci dice come la persona risponde al carico di glucosio.
Automonitoraggio:
misurazione della concentrazione del glucosio nel sangue, effettuata dal paziente a casa, su sangue capillare. L'automonitoraggio avviene, infatti, pungendo il polpastrello delle dita (verso i bordi ci sono meno terminazioni nervose e la puntura fa meno male) per far uscire una piccola goccia di sangue. Questa viene messa a contatto con la parte attiva di una 'striscia' ed il glucosio presente nel sangue dà inizio ad una reazione chimica che viene letta e tradotta da uno strumento, il ' glucometro'.
Glucometro:
detto anche “lettore della glicemia”, o “reflettometro”, è uno strumento che consente di misurare il livello di glucosio nel sangue attraverso l’utilizzo di una striscia sulla quale va apposta o che deve aspirare per capillarità una piccola goccia di sangue capillare. L’apparecchio misura la quantità di glucosio presente valutando la variazione di colore creata da una reazione chimica innescata dal glucosio sulla striscia (si parla allora di reflettometro), o misurando la variazione di corrente elettrica provocata dal glucosio (con la tecnologia potenziometrica).
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